Il Diabete
Gravidanza e diabete
Le pagine che seguono, pur affrontando l'argomento da un punto di vista
educativo e in
parte medico, trattano temi e situazioni non adatti a persone di età inferiore
ai 18 anni. Si
sconsiglia quindi la lettura di queste pagine a minori o persone che pensano di
sentirsi
offese dalla trattazione di tali argomenti.
Premessa
Prima di iniziare una gravidanza
Le cure mediche durante la gravidanza
Gli effetti del diabete sulla gravidanza
Tenere sotto controllo lo sviluppo del bambino
L'Accrescimento Fetale
Il parto
Dopo la nascita del bambino
Tre punti per una gravidanza sicura
Infine, una breve nota sulla Gravidanza Gestazionale
Premessa
La gravidanza, per una donna con il diabete come per qualsiasi altra donna, è un
momento
della vita di grande importanza, forse il più importante in assoluto. Ma è
altrettanto
importante per il suo compagno affrontarla con responsabilità e con le
necessarie
conoscenze.
Entrambi devono conoscere il suo significato, le possibili implicazioni e
complicazioni e i
metodi per prevenire eventi indesiderati. Infatti, sebbene oggi la prospettiva
sia migliore
rispetto a quella che era fino a qualche anno fa, si potrebbe andare incontro a
difficoltà
che altre coppie non hanno. Per questo è indispensabile capire quello che una
gravidanza
con il diabete comporta, prima, durante e dopo.
Uno sforzo ed un impegno extra sono necessari perché la gravidanza abbia
successo, sia
da parte della donna che da parte del suo compagno
Essere educati ed informati sul diabete (come deve essere controllato e gestito,
la dieta
giusta e le dosi giuste di insulina, le più comuni situazioni di emergenza) è
essenziale per
entrambi
Un buon controllo della glicemia è provato sia un fattore chiave per mettere al
mondo un
bambino sano. Bisogna quindi sia essere preparati sia lavorare a fianco del
proprio
medico per raggiungere l'obiettivo di questo controllo
Un importante investimento finanziario e di tempo. Questo andrebbe messo in
conto da tutte
le donne che intraprendono una gravidanza. A maggior ragione nel caso in cui la
donna
ha il diabete: bisognerà prevedere esami, ricoveri e cure mediche extra rispetto
alla
gravidanza di una donna non diabetica.
Queste brevi note vogliono essere una guida e un supporto fin dal momento in cui
si decide
di programmare di avere un bambino, per capire come gestire al meglio il diabete
durante
la gestazione.
Prima di iniziare una gravidanza
Molte coppie, dove uno dei due partner, o entrambi, hanno il diabete, si
chiedono se sia
giusto decidere di avere un proprio bambino, col rischio di trasmettergli, per
via ereditaria,
la propria condizione medica.
Esiste, come tutti sappiamo, un certo rischio di ereditarietà ma credo che
comunque la scelta
di avere un bambino possa essere presa con grande serenità. Le probabilità che
il bambino
abbia il diabete sono relativamente ridotte, e comunque oggi, come i genitori
ben sanno, il
diabete è una malattia che può essere vissuta serenamente e tenuta sotto
controllo. È
comunque importante, prima di arrivare ad una decisione, avere un quadro
completo della
situazione.
Secondo uno studio condotto in Finlandia, pubblicato nel 1995, su 9453
discendenti di 5255
pazienti diabetici insulino dipendenti (IDDM) diagnosticati prima dell'età di 30
anni, all'età
di 20 anni, il rischio di sviluppare IDDM era 5.3%, 10 volte superiore a quello
della
popolazione generale (“Evidence for importance of gender and birth cohort for
risk of
IDDM in offspring of IDDM parents”, Tuomilehto-J; Podar-T; Tuomilehto-Wolf-E;
Virtala-E,
Diabetologia.1995 Aug; 38(8): 975-82).
Un altro studio condotto in Etiopia su un campione di 859 diabetici e 1059 di
non diabetici,
mostra una significante differenza statistica nella prevalenza di IDDM tra i due
campioni
(6,76 per cento per la prima generazione e 2,5 per la seconda e terza
generazione), mentre
il rischio sale del 4,07 per cento per il NIDDM (non insulino-dipendente) (“Hereditability
of
diabetes mellitus in Ethiopian diabetics”, Mengesha-B; Abdulkadir-J,
East-Afr-Med-J.1997
Jan; 74(1): 37-40).
Questi dati ci forniscono un'idea del rischio che il bambino avrà di contrarre
la malattia
diabetica nel corso della sua vita, un rischio che va comunque messo in conto,
senza per
questo drammatizzarlo oltre il necessario. Esistono comunque degli esami
genetici tramite i
quali è possibile scoprire se il bambino ha o non ha una qualche predisposizione
al
diabete. Se così fosse, il bambino dovrà essere tenuto sotto controllo per
prevenire le
possibili complicanze di un esordio non previsto.
Un altro motivo di preoccupazione per la donna con il diabete riguarda la
possibilità di
concepimento. Se il diabete è ben controllato e non vi sono altri problemi
medici che
interferiscono, non sussistono maggiori problemi nel concepire rispetto ad una
donna non
diabetica in buona salute.
Una volta che la decisione di avere un bimbo è stata presa, bisognerà:
Trovare un medico con un'esperienza specialistica. La gravidanza in una donna
diabetica
comporta consigli e cure che richiedono un'elevata specializzazione e non
dovrebbe essere
lasciata nelle mani di un medico che, pur essendo un ottimo medico, ha a che
fare solo
occasionalmente con donne diabetiche.
Un team ideale dovrebbe essere composto da un'ostetrica, un internista/diabetologo,
un
dietista e un'infermiere-educatore. Essi saranno certamente un'adeguata guida ed
un
valido supporto nel corso della gravidanza. Durante l'ultimo mese, poi, un
pediatra
dovrebbe essere aggiunto al team. L'abilità e l'esperienza della squadra sarà
una
garanzia in più per il successo della gravidanza.
Un ospedale attrezzato con gli ultimi ritrovati in campo diagnostico e
terapeutico è
ugualmente molto importante.
Dopo aver letto queste prime righe mi direte: “ bene, per avere una gravidanza
serena
devo quindi andare in Svizzera, o in America... o permettermi una clinica
privata...
altrimenti è meglio rinunciare”. Naturalmente in Italia, con la situazione
attuale della
nostra Sanità Pubblica e con la continua riduzione degli investimenti in ambito
sanitario, è
molto improbabile che nell'ospedale o nel centro che vi segue, sia prevista
un'organizzazione così efficiente o siano in grado di garantirvi un livello
assistenziale di
questo tipo. Ma questo può essere il vostro obiettivo a cui mirare, come allo
stesso modo
dovrebbe esserlo per il gruppo medico che vi ha in cura. Esistono quindi delle
vie
intermedie che vi garantiranno ugualmente una gravidanza serena e sicura per voi
e per il
vostro bambino.
D'altronde queste ed altre considerazioni e consigli emergono anche dal Terzo
Convegno
Internazionale su “Diabete e Gravidanza”, Roma 1998.
L'auto monitoraggio della glicemia
È assolutamente essenziale che il diabete sia ben regolato durante la
gravidanza, e persino
nei mesi immediatamente prima. Oggi esistono dei dispositivi di semplice
utilizzo, basso
costo e minimo ingombro che permettono un controllo frequente dei livelli di
zucchero nel
sangue. Questi strumenti sono ormai molto semplici e accurati, e sono in grado
di fornire il
risultato dell'esame nel giro di pochi secondi in modo da permettere il
mantenimento di un
livello glicemico ottimale.
Le ricerche più recenti mostrano che un buon controllo metabolico prima del
concepimento e
per i primi tre mesi di gravidanza, riduce l'incidenza dei problemi del parto
nelle donne
diabetiche ai livelli delle donne non diabetiche.
La dieta
Prima di iniziare la gravidanza, è consigliabile essere vicine al peso ideale.
D'altronde
essere sovrappeso, complica sia il diabete che la gravidanza.
Le cure mediche durante la gravidanza
L'insulina
Il primo periodo. Le necessità di insulina possono diminuire nel corso del primo
periodo di
gravidanza. Questo perché lo sviluppo rapido del feto richiede al corpo della
madre una
gran quantità di glucosio. Inoltre, la nausea mattutina potrebbe diminuire
l'appetito e,
quindi, la necessità di insulina.
Negli ultimi giorni, la gravidanza richiede una maggior quantità di insulina.
Alcune donne
devono raddoppiare la quantità di insulina normalmente assunta suddividendola in
più
iniezioni giornaliere per prevenire iper- e ipo- glicemie.
Esami. Alcuni medici preferiscono ricoverare le loro pazienti per misurare e
ri-aggiustare i
dosaggi insulinici durante la prima gravidanza. Questo potrebbe non essere
necessario se
questi esami fossero disponibili presso lo studio del medico o a casa della
paziente.
Riportare ogni cambiamento. È importante che il medico venga messo
immediatamente al
corrente di ogni modifica alle necessità di insulina (reazioni all'insulina o
iperglicemie).
La dieta
Una dieta regolata attentamente è essenziale per la salute della donna e per
quella del
bambino che ha in grembo. Ci sarà bisogno di un piano dietetico personalizzato,
disegnato
in base alle necessità ed abitudini della futura mamma. Potrebbe inoltre
rendersi
necessario valutare ed aggiustare il piano dietetico durante la gravidanza.
Questo spiega
l'importanza di avere un dietista o nutrizionista, uno che abbia esperienza e
conoscenza
adeguata sul diabete, all'interno della squadra medica. Il nutrizionista può
fornire una
dieta sana, piacevole e flessibile.
Fare piccoli spuntini in aggiunta ai tre pasti principali in modo da evitare
ipo- e iper-
glicemie. È importante per fornire al bambino un costante apporto di nutrienti.
L'esercizio fisico
L'esercizio, in particolare per le persone con diabete tipo 2, non
insulino-dipendente, è un
fattore chiave nel trattamento del diabete. Per mantenere sotto controllo la
glicemia prima
della gravidanza, un buon esercizio fisico può essere molto utile. Ma è
consigliabile
continuare anche durante la gravidanza? È consigliabile eventualmente iniziare a
fare
esercizio durante la gravidanza?
La cosa migliore è quella di discutere il proprio piano di esercizi con il
medico. Il movimento
può aiutare a rimanere in forma durante la gestazione. Ma:
La pressione alta
Problemi agli occhi, ai reni o al cuore
Piccole o grandi disturbi vascolari
Neuropatia
richiedono un parere positivo del medico curante prima di inziare qualsiasi
attività fisica
extra.
In generale non è una buona idea iniziare una nuovo impegnativo programma di
esercizi
durante la gravidanza. Un buon esercizio per una donna incinta può essere
semplicemente
farsi delle belle passeggiate, esercizi aerobici a basso impatto, nuoto.
Nausea mattutina
Vi sono molti modi per ridurre la nausea del mattino. Il medico può prescrivere
dei farmaci
sicuri in grado di ridurre la nausea. Alcune volte, mangiare un semplice cracker
asciutto,
può essere d'aiuto. Provando diversi cibi, si può trovare quello che più fa
piacere, e quello
che invece dà più fastidio.
Ipoglicemie, acidosi, infezioni
La gravidanza può portare ipoglicemia e presenza di corpi chetonici nelle urine
qualche
volta più del normale. È bene tenere il proprio medico informato. Inoltre,
alcune donne con
il diabete presentano un leggero aumento dell'incidenza di infezioni della
pelle, del tratto
uro-genitale, specialmente durante la gravidanza. Con una cura adeguata possono
evitare
la maggior parte di questi problemi.
Supporto psicosociale
Mentre i rischi dovuti al diabete durante la gravidanza si sono ridotti
notevolmente, le
donne gravide con questo disturbo vanno incontro ad impegni aggiuntivi rispetto
alle
donne non diabetiche.
Esse devono vedere il loro medico molto più frequentemente della norma, devono
seguire
con maggiore attenzione la dieta e, in alcuni casi, controllare più
frequentemente la loro
glicemia. Tutto questo può aumentare lo stress cui normalmente una donna viene
sottoposta
durante la gravidanza, si può quindi aver bisogno di un supporto di gruppi o di
altre
coppie che hanno o hanno avuto gli stessi problemi, o incontrarsi con donne col
diabete che
hanno avuto dei bambini sani. Un aiuto può venire dalle molte associazioni
sparse sul
territorio.
Gli effetti del diabete sulla gravidanza
Sono molti. Ma è bene ricordare questa statistica ottimistica: una donna
diabetica ha oggi
circa il 95% delle probabilità di avere un bambino sano se controlla con cura i
propri livelli
glicemici durante tutta la gravidanza.
Aborto
Si sente dire spesso che una donna diabetica corre alti rischi di aborto nei
primi mesi di
gravidanza. Questo appare vero solo nelle donne con uno scarso controllo
glicemico, o in
quelle con alcune gravi complicazioni. Nelle altre donne, il rischio di aborto è
uguale alla
popolazione generale: approssimativamente uno ogni nove-dieci gravidanze ai
primi mesi.
Bambino più grande del normale
Un effetto comune del diabete sulla gravidanza è che i bambini potrebbero
crescere molto
(macrosomia) prima del parto. Ma anche questo è dovuto all'eccessiva quantità di
zuccheri
nel sangue e può essere evitato mantenendo un buon controllo glicometabolico.
Ovviamente
un bambino più grande, rende il parto più duro, e per tale motivo spesso si
ricorre al taglio
cesareo.
Poliidramnios
Questa condizione, eccessiva quantità di liquido amniotico durante la
gravidanza, non è
molto comune. A parte il fastidio di un ventre eccessivamente teso, il
poliidramnios
raramente comporta importanti conseguenze.
Tossiemia
La tossiemia è caratterizzata da un aumento della pressione sanguigna, dalla
presenza di
proteine nelle urine e dal gonfiore di mani e piedi. Sebbene una volta era una
complicazione frequente nella gravidanza diabetica, un buon controllo glicemico
ha reso
questa complicanza non più comune che nelle gravidanze non diabetiche.
Edema
Il gonfiore è un evento frequente. Limitare i sali nella dieta può essere tutto
quello di cui si
ha bisogno per ridurre questo eccessivo accumulo di liquidi. È bene comunque
avvertire il
medico se questo dovesse succedere.
Tenere sotto controllo lo sviluppo del bambino
Vi sono molti esami che danno informazioni sullo sviluppo intrauterino del
bambino.
Ecografia o ultrasuoni
È uno degli esami più frequenti utilizzato per verificare la crescita del
bambino. La
ripetizione di questo esame durante la gravidanza rende facile calcolare con
precisione la
crescita del feto. È un semplice, indolore, innocuo esame che può essere fatto
anche nello
studio del medico o in ospedale senza necessitare di ricovero.
L'ecografia non è invasiva e non comporta rischi per la madre o per il feto.
Utilizzata per
seguire in modo più attento una gravidanza (con qualche dubbio sulla sua
efficacia nelle
gravidanze del tutto normali) consente di verificare l'esistenza di gravi
malformazioni sin
dalla 16 - 20 settimana di gestazione. La sua attendibilità non è perfetta,
soprattutto per
quanto riguarda le malformazioni meno gravi e quando viene effettuata di
routine, cioè
non mirata e non guidata da un precedente problema. L'ecografia non è comunque
in
grado né di determinare lo stato di salute del feto nel suo complesso né di
diagnosticare le
anomalie congenite di carattere funzionale (es.: malattie metaboliche, sordità,
danni
cerebrali).
Amniocentesi
L'amniocentesi è una tecnica invasiva e mostra la capacità del bambino di
respirare da
solo. In questo esame, eseguibile intorno alla sedicesima settimana, viene
inserito nell'utero
un sottile ago e viene estratta una piccola quantità di liquido attorno al
bambino. Se viene
misurata una quantità sufficiente di un materiale chiamato surfattante, si è
sicuri che il
bambino non svilupperà RDS (Sindrome da difficoltà respiratoria). L'amniocentesi
è
importante perché permette al medico di prendere decisioni cruciali come il
miglior
momento del parto per il bambino.
Consente inoltre di eseguire un'analisi cromosomica delle cellule fetali che
galleggiano nel
liquido amniotico, e, in determinati casi, di eseguire speciali analisi per
malattie
biochimiche o infettive.
La risposta dell'esame è disponibile dopo 2-3 settimane. Purtroppo l'amniocentesi
determina un aborto in un caso su 100-200. Per questo motivo non può essere
eseguita di
routine come l'ecografia, ma è una scelta di ogni singola gestante, libera e
responsabile,
aiutata ed informata ampiamente dal suo medico di fiducia. Le anomalie fetali
che di solito
vengono ricercate con l'amniocentesi sono le malattie cromosomiche che
complessivamente
colpiscono 1 neonato su 555 (0,18%) e quindi rappresentano soltanto il 6% di
tutte le
anomalie congenite evidenti in epoca neonatale (nel loro insieme colpiscono il
3% dei
neonati). L'anomalia cromosomica più frequente è la sindrome di Down o trisomia
21, che
da sola si presenta in un neonato su 625 (1,6%). Per ogni gestante si può
stabilire a priori
quale possa essere il rischio di avere un bambino con sindrome di Down. Si può
utilizzare
l'età materna che predice rischi variabili tra 1 su 1.660 (a 20 anni di età) e 1
su 40 (a 44
anni di età), oppure si può utilizzare un esame del sangue che si chiama "tritest",
eseguito
alla 15 settimana di gravidanza, e che è in grado di predire rischi variabili in
un intervallo
molto più ampio (all'incirca tra 1 su 10.000 e 1 su 10) e soprattutto basati non
solo sulle
caratteristiche della madre, ma anche di quelle del feto.
Villocentesi
Si esegue sui villi della placenta a 10-12 settimane di gestazione e fornisce
una risposta
entro pochi giorni. La sua più precoce esecuzione è gravata da un rischio di
aborto
leggermente più elevato che nell'amniocentesi (1 su 50-100 casi) e da un
rischio, seppure
minimo, di anomalie delle dita della mano. È l'esame migliore per analizzare il
DNA in
quelle specifiche malattie genetiche ereditarie in cui questo fornisce
indicazioni, ma per
l'analisi dei cromosomi può dare risultati poco chiari che richiedono
l'esecuzione di
un'amniocentesi in un secondo momento. Per tutti questi motivi la villocentesi
viene presa in
considerazione da quelle gestanti che considerano basso il rischio di un aborto
indotto dal
prelievo, elevato il rischio di avere un bambino con una certa malattia, elevata
la
probabilità che il feto sia affetto da quella malattia e non accettano l'idea di
un eventuale
aborto nel secondo trimestre.
Controllo del battito cardiaco fetale
Questo esame controlla il benessere generale del bambino tramite il rilevamento
del battito
cardiaco. L'accelerazione del battito cardiaco mentre il bambino si muove è una
reazione
normale. Questo esame può essere condotto da una a tre volte ogni settimana
nelle ultime
settimane di gravidanza.
Si può anche eseguire un ulteriore esame per verificare se il bambino è in grado
di
tollerare lo stress del travaglio. Questo esame viene condotto somministrando
una piccola
quantità di un ormone (ossitocina), che stimola ad una lieve contrazione
dell'utero. Il
proposito del test è quello di simulare la riduzione di ossigeno che si verifica
durante il
travaglio, per controllare i battiti cardiaci del bambino.
In base ai risultati dei precedenti esami, si può ricorrere anche ad una "ecocardiografia
fetale". L'ecocardiogramma fetale di secondo livello viene eseguito da un
cardiologo
pediatra, con esperienza di diagnostica fetale.
Registrazione dei movimenti fetali
Il medico può richiedere di prendere nota dei movimenti del bambino nel grembo
materno.
Il medico dirà come e quando annotare questi movimenti.
Analisi del sangue e delle urine
Il controllo della glicemia e della glicosuria è fondamentale in questo periodo.
Il medico
potrebbe chiedere di effettuarlo molto più frequentemente di quanto non si
facesse prima
della gestazione.
Il parto
A causa del maggior rischio, molti medici suggeriscono di anticipare la data del
parto, sia
provocando il travaglio, sia tramite parto cesareo.
Molte donne preferiscono invece avere un parto naturale, e se il diabete non
presenta
complicazioni e le condizioni generali non presentano anomalie, non c'è nessuna
ragione
per impedirlo. Tuttavia, nei casi di bambini molto grandi (macrosomia) potrebbe
essere
prudente ricorrere al parto cesareo. Nel caso se ne presentasse la necessità è
bene
ricordare che il taglio cesareo è una delle operazioni più semplici e sicure.
Dopo la nascita del bambino
Problemi comuni da tenere sotto controllo
Un abbassamento degli zuccheri nel sangue del bambino: se il bambino è stato
soggetto
alle alte glicemie della madre per molto tempo, può soffrire dell'improvvisa
caduta degli
zuccheri nel sangue subito dopo il parto. Quando questo accade, il bambino ha
bisogno di
un supplemento di zuccheri, sia endovena che per bocca. Il bambino dovrà essere
tenuto
sotto controllo fiché gli zuccheri non saranno tornati a valori normali.
Bambino prematuro: un bambino prematuro richiede subito cure pediatriche
intensive
altamente specializzate.
Necessità insulinica dopo il parto
Immediatamente dopo il parto - spesso entro alcune ore - la necessità di
insulina potrebbe
calare notevolmente. Questo stato normalmente dura per un periodo di alcune
settimane. La
maggiore attività portata dalle cure che un neonato richiede contribuisce a
ridurre
ulteriormente tale fabbisogno. È utile tenere a portata di mano degli snacks in
ogni stanza
mentre ci si prende cura del neonato, nel caso andaste incontro ad un
abbassamento
improvviso della glicemia.
Allattamento
Non ci sono ragioni particolari, per una donna con il diabete, per non allattare
il proprio
bambino al seno.
Bambino in unità di cura intensiva: anche in questo caso, potete allattare il
vostro bambino,
ma dovrete aspettare che esca dal reparto di cura intensiva. Nel frattempo, il
latte potrà
essere estratto manualmente, per mantenerne attiva la produzione finché il o la
bambina
potrà finalmente succhiare al seno materno.
Uno spuntino prima di allattare: l'allattamento può causare una diminuzione
degli zuccheri
nel sangue, può essere quindi consigliabile bere un bicchiere di latte, o latte
e miele, prima
di iniziare ad allattare il bambino.
Mantenere il giusto apporto di liquidi e calorie: Quando si allatta al seno, si
utilizza una
grande quantità di liquido, così lo si deve integrare bevendo molto più del
normale. Inoltre
è necessario aumentare l'apporto calorico da 600 a 900 calorie al giorno per far
fronte al
loro utilizzo nella produzione del latte.
Infezioni minori: bisogna prestare molta attenzione nel tenere ben pulite le
mammelle ed i
capezzoli per prevenire le possibili infezioni. Ogni segno di dolore o
arrossamento deve
essere prontamente riferito al medico. Le infezioni minori possono essere
facilmente trattate
con antibiotici, e non sarà necessario sospendere l'allattamento.
Tre punti per una gravidanza sicura
Marito e moglie devono essere ben informati e impegnati a cooperare con il
medico nel
dividere le molte responsabilità implicite nella gravidanza.
Ottenere competenti cure ostetriche, pediatriche e diabetologiche in
un'istituzione che sia
equipaggiata per far fronte a gravidanze a rischio.
È essenziale mantenere un controllo ottimale della glicemia sia attraverso il
controllo
domestico che la guida del medico.
Infine, una breve nota sul Diabete Gestazionale
Il diabete può in alcuni casi apparire in donne gravide che non hanno mai
mostrato segni
di glicemia alta: questa condizione viene chiamata Diabete Gestazionale.
I cambiamenti ormonali della gravidanza sottopongono ad uno stress il sistema
della
madre e in alcuni casi il pancreas non è in grado di produrre una quantità
sufficiente di
insulina. Il trattamento del diabete gestazionale varia dalla dieta alimentare
controllata
alla terapia insulinica. Mentre questo tipo di diabete normalmente scompare dopo
la
nascita del bambino, il 30-40 per cento di queste donne sviluppano un diabete di
tipo 2
(non insulinodipendente) entro 5-10 anni.
Riferimenti: “Pregnancy and Diabetes”, Juvenile Diabetes Foundation
Diabetes in Pregnancy, March of Dimes
Diabetes And Pregnancy, American Diabetes Association
Il diabete
I sintomi
La diagnosi
I farmaci
Diabete e Sessualità nella donna
Diabete e Sessualità nell'uomo
Sessualità, diabete e depressione
Gravidanza e diabete